Risultati conseguiti nell’applicazione di un protocollo di rimozione della cannula tracheostomica in riabilitazione dopo lesione cerebrale acquisita: fattori associati alla tempistica e alla possibilità di decannulazione

Abbiamo valutato l’efficacia di un percorso clinico che porta alla rimozione della cannula tracheostomica privilegiando più la sicurezza della rimozione, che la velocità del percorso, in pazienti pediatrici che accedevano al nostro reparto di riabilitazione dopo una lesione acquisita. Abbiamo valutato i tempi in cui il processo avveniva, e i casi di fallimento.

L’ipotesi che volevamo dimostrare è che la scelta di puntare sulla sicurezza può minimizzare i fallimenti del processo.

di Pozzi M, Galbiati S, Locatelli F, Clementi E, Strazzer S.

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Abbiamo valutato pazienti dai 0 ai 17 anni ricoverati con tracheostomia negli ultimi 15 anni (123 pazienti), raccogliendo dati sulle complicanze cliniche di questi pazienti e le condizioni respiratorie sia all’ingresso che nel follow-up. Abbiamo descritto le problematiche cliniche che potevano interferire e condizionare il protocollo e testato la loro associazione con la riuscita e la tempistica di rimozione della cannula. Abbiamo descritto i casi di fallimento, in cui è stato necessario riposizionare la cannula tracheostomica immediatamente o entro un mese dalla rimozione.

I risultati ottenuti da questo studio hanno evidenziato come i pazienti all’ingresso in reparto avessero un alto tasso di comorbidità quali la disfagia e complicanze respiratorie. La cannula tracheostomica è stata rimossa al 55,3% dei pazienti durante il primo ricovero, e ad un altro 13% durante il follow-up, senza fallimenti negli 80 pazienti che hanno seguito il protocollo. Quattro decannulazioni avvenute fuori dal protocollo hanno visto tre fallimenti. Il mancato svezzamento dalla cannula è associato alla persistenza di problematiche respiratorie e alla disfagia che costituisce un elevato rischio di aspirazione, inalazione e soffocamento. Il posticipo della decannulazione ai follow-up successivi è stato determinato dalle complicanze respiratorie e, nei bambini più piccoli, dagli spasmi infantili che comunque non hanno ostacolato la decannulazione in tempi successivi.

In conclusione applicando il nostro protocollo che ha valorizzato la sicurezza del processo, più che la velocità dello svezzamento, non abbiamo avuto fallimenti. Quindi particolare attenzione va data alle complicanze respiratorie e alle problematiche legate alla disfagia, come la stagnazione delle secrezioni sovraglottiche e, nei bambini piccoli, gli spasmi infantili che devono essere tenuti in particolare considerazione nella popolazione pediatrica.

Autori: Pozzi M, Galbiati S, Locatelli F, Clementi E, Strazzer S. 
Titolo originale: Performance of a tracheostomy removal protocol for pediatric patients in rehabilitation after acquired brain injury: Factors associated with timing and possibility of decannulation.
Rivista: Pediatr Pulmonol. 2017 Sep 26. doi: 10.1002/ppul.23832.
Impact Factor - JCR 2016: 2.758

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