La Dislessia Evolutiva (DE) è un disturbo del neurosviluppo complesso ed ereditabile, caratterizzato da una compromissione nell’apprendimento della lettura nonostante un profilo neurologico e sensoriale tipico, adeguate opportunità educative e un livello intellettivo in norma (American Psychiatric Association, 2013). La DE rappresenta una dei più comuni disturbi del neurosviluppo ed è spesso associato a difficoltà scolastiche, sociali ed economiche (Sexton et al., 2012; Peterson & Pennington, 2015). Leggi tutto

Ad oggi gli studi hanno riportato elevati livelli di ereditabilità per la DE ed i tratti ad essa associati (Andreola et al., 2020) identificando nove geni candidati associati (Mascheretti et al., 2017). Tuttavia, non è ancora chiaro quale sia il pathway eziopatogenetico che collega i geni alla manifestazione clinica del disturbo. Una metodologia utile a raggiugere questo scopo è quella di indagare gli endofenotipi (o fenotipi intermedi) come variabili in grado di disambiguare il complesso rapporto che collega i geni al comportamento (Gottesman & Gould, 2003; Kendler & Neale, 2010; Munafò, 2006; Kamradt et al., 2017). Gli endofenotipi rappresentano infatti dei processi neurofisiologici, biochimici, endocrinologici, neuroanatomici, cognitivi o neuropsicologici, di più basso livello che sono associati ad un disturbo e che possono contribuire ad associare i geni candidati ad una manifestazione comportamentale (Flint & Munafò, 2007; Szatmari et al., 2007; Flint et al., 2014; Braff, 2015; Kamradt et al., 2017). La letteratura scientifica ha identificato la consapevolezza fonologica, la denominazione rapida, l’attenzione uditiva e visiva, l’elaborazione uditiva rapida e il processamento visivo del movimento come dei solidi ed affidabili endofenotipi per la DE (Mascheretti et al., 2018).
Alla luce di quanto descritto, abbiamo implementato un modello di mediazione con molteplici predittori (i.e. 20 polimorfismi collocati su 5 geni candidati per la DE: DYX1C1, DCDC2, KIAA0319, ROBO1 e GRIN2B) e molteplici mediatori (i.e. quattro endofenotipi: denominazione rapida, attenzione uditiva e visiva, elaborazione uditiva rapida e processamento visivo del movimento) in un campione di 223 fratelli appartenenti a famiglie con DE e 79 normo-lettori. I risultati ottenuti hanno permesso di evidenziare come l’associazione tra il polimorfismo ROBO1-rs9853895 e la capacità di lettura è mediata da endofenotipi quali l’elaborazione uditiva rapida e il processamento visivo del movimento. In altre parole, il polimorfismo predice abilità di elaborazione uditiva e visiva del movimento e a cascata hanno un’influenza sulle abilità di lettura.
Questi risultati supportano l’utilizzo di endofenotipi nell’indagine dei meccanismi complessi che portano dai geni al comportamento (Gottesman & Gould, 2003; Flint et al., 2014; Kendler & Neale, 2010; Munafò, 2006) e possono aprire a nuove prospettive di intervento personalizzato.

Bibliografia di riferimento
American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 5th ed.; American Psychiatric Association: Washington, DC, USA, 2013.
Andreola, C.; Mascheretti, S.; Belotti, R; Ogliari, A.; Marico, C.; Battaglia, M.; Scaini, S. The heritability of reading and reading-related neurocognitive components: A multi-level meta-analysis. Neurosci Biobehav Rev. 2021, 121:175-200.
Braff, D.L. The importance of endophenotypes in schizophrenia research. Schizophr. Res. 2015, 163, 1–8.
Flint, J.; Munafò, M.R. The endophenotype concept in psychiatric genetics. Psychol. Med. 2007, 37, 163–180.
Flint, J.; Timpson, N.J.; Munafò, M.R. Assessing the utility of intermediate phenotypes for genetic mapping of psychiatric disease. Trends Neurosci. 2014, 37, 733–741.
Gottesman, I.I.; Gould, T.D. The Endophenotype Concept in Psychiatry: Etymology and Strategic Intentions. Am. J. Psychiatry 2003, 160, 636–645.
Kamradt, J.M.; Nigg, J.T.; Friderici, K.H.; Nikolas, M.A. Neuropsychological performance measures as intermediate phenotypes for attention-deficit/hyperactivity disorder: A multiple mediation analysis. Dev. Psychopathol. 2017, 29, 259–272.
Kendler, K.S.; Neale, M.C. Endophenotype: A conceptual analysis. Mol. Psychiatry 2010, 15, 789–797.
Mascheretti, S.; De Luca, A.; Trezzi, V.; Peruzzo, D.; Nordio, A.; Marino, C.; Arrigoni, F. Neurogenetics of developmental dyslexia: From genes to behavior through brain neuroimaging and cognitive and sensorial mechanisms. Transl. Psychiatry 2017, 7, e987.
Mascheretti, S.; Gori, S.; Trezzi, V.; Ruffino, M.; Facoetti, A.; Marino, C. Visual motion and rapid auditory processing are solid endophenotypes of developmental dyslexia. Genes Brain Behav. 2018, 17, 70–81.
Munafò, M.R. Candidate gene studies in the 21st century: Meta-analysis, mediation, moderation. Genes Brain Behav. 2006, 5, 3–8.
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Sexton, C.C.; Gelhorn, H.L.; Bell, J.A.; Classi, P.M. The Co-occurrence of Reading Disorder and ADHD. J. Learn. Disabil. 2012, 45, 538–564.
Szatmari, P.; Maziade, M.; Zwaigenbaum, L.; Mérette, C.; Roy, M.-A.; Joober, R.; Palmour, R. Informative phenotypes for genetic studies of psychiatric disorders. Am. J. Med. Genet. Part B Neuropsychiatr. Genet. 2007, 144B, 581–588.

 

Articolo originale
Mascheretti S, Riva V, Feng B, Trezzi V, Andreola C, Giorda R, Villa M,
Dionne G, Gori S, Marino C, Facoetti A. The Mediation Role of Dynamic
Multisensory Processing Using Molecular Genetic Data in Dyslexia. Brain Sci.2020 Dec 16;10(12):993.
Impact Factor Journal  3.332 - JCR 2019

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Per leggere l'articolo: PMCID: PMC7765588 oppure https://www.mdpi.com/2076-3425/10/12/993/htm