Capita spesso in un museo, di fronte ad un’opera d’arte, di sentirci coinvolti e presi da quanto stiamo osservando. Questa esperienza suscita un generale senso di piacere. L’ osservazione di un’opera d’arte si è visto essere infatti associata ad un’esperienza soggettiva complessa, nella quale entrano in gioco processi percettivi, cognitivi, emozionali. Non solo. Si è visto inoltre come l’osservazione di un’opera d’arte sia di per sé capace di attivare il sistema motorio di chi sta semplicemente osservando. Comprendere il significato di questa attivazione spontanea del sistema motorio di un osservatore di fronte ad un’opera d’arte può essere importante per delineare programmi riabilitativi basati sull’arte terapia.

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 L’attivazione del sistema motorio implicata nell’esperienza estetica è stata spesso considerata una risposta di approccio associata alla valenza emozionale dell’opera d’arte, come nel tentativo di raggiungere od ottenere quanto osservato (ipotesi della reazione emozionale). Tuttavia, altri studi recenti hanno proposto che l’attivazione del sistema motorio durante l’osservazione di un’opera d’arte possa riflettere dei meccanismi di simulazione motoria dell’azione richiesta per produrre l’opera d’arte e degli stati sensorimotori che sono implicati in essa, come se volessimo imitare quello che è stato fatto per produrre un’opera d’arte (ipotesi dell’estetica incorporata). In questo studio abbiamo testato queste due ipotesi valutando l’attivazione del sistema motorio durante l’osservazione di un’opera d’arte basandoci su recenti evidenze secondo le quali risposte precoci e generali ad uno stimolo visivo rifletterebbero processi emozionali, mentre risposte più tardive e misurabili da muscoli specifici rifletterebbero processi di simulazione motoria.Abbiamo chiesto a dei partecipanti non esperti di arte di valutare il grado di piacevolezza di alcuni dipinti artistici e di alcuni giardini artistici (questi ultimi fungevano da stimoli di controllo). I dipinti artistici potevano appartenere a due stili diversi. In un caso le opere d’arte erano riprodotte seguendo uno stile artistico di puntinismo, caratterizzato dalla scomposizione dei colori in piccoli punti, ossia nello stile artistico che possiamo ritrovare in opere d’arte quali il “Blooming Tree” di Franco Angelo (2007); in un altro caso lo stile artistico era quello caratterizzato dalla scomposizione dei colori in tratti, come nella “Starry Night” di Vincent van Gogh (1889). Da un punto di vista pratico, questi due stili si è visto richiedere dei movimenti diversi della mano e del braccio, con un coinvolgimento di un muscolo specifico della mano per le opere d’arte prodotte tramite la scomposizione in punti e di un muscolo del braccio per le opere d’arte prodotte tramite la scomposizione in tratti. Usando una tecnica di studio del cervello che ci permette di misurare l’attivazione delle rappresentazione corticale di specifici muscoli (Stimolazione Magnetica transcranica), abbiamo misurato, durante osservazioni di questi stimoli, l’attivazione delle porzioni di corteccia motoria corrispondenti ai due muscoli selettivamente coinvolti nella riproduzione dell’uno o dell’altro stile. In particolare, tale misurazione veniva fatta dopo un intervallo precoce (circa 150 ms dopo la presentazione dello stimolo artistico), in cui ci aspettiamo risposte emozionali, o tardivo (circa 300 ms dopo), in cui ci aspettiamo risposte di simulazione motoria. I risultati hanno mostrato come osservare i due stili artistici non producesse effetti diversi nei due muscoli nell’intervallo precoce. Al contrario, nell’intervallo tardivo, c’era un’attivazione muscolo specifica del sistema motorio, ossia era maggiormente attivato il muscolo che è specificatamente coinvolto nella esecuzione delle azioni necessarie per produrre lo stile artistico dell’opera d’arte osservata. Inoltre, questa attivazione muscolo specifica era associata alle valutazioni di piacevolezza dell’opera d’arte da parte dei partecipanti e alle loro abilità empatiche. Questi risultati supporterebbero l’ipotesi dell’estetica incorporata, che postula che la simulazione dei processi motori coinvolti nella produzione delle opere d’arte sia fondamentale per l’esperienza estetica, evidenziando lo stretto legame tra simulazione motoria, empatia e valutazione soggettiva di piacevolezza di un’opera d’arte. In linea con altri studi recenti ed in funzione della spontaneità con la quale questi effetti di attivazione del sistema motorio si realizzano anche in non esperti di arte, i risultati di questo studio incoraggerebbero l’utilizzo dell’arte-terapia come strumento propedeutico alla riabilitazione di disturbi motori o in presenza di ridotte abilità empatiche.

 Articolo originale:

Finisguerra A, Ticini LF, Kirsch LP, Cross ES, Kotz SA, Urgesi C.
Dissociating embodiment and emotional reactivity in motor responses to artworks.
Cognition. 2021 Mar 21;212:104663

Impact Factor JCR 2020= 3.294

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